Ragazzi! Quante parole buttate al vento.
Servivano più a me che a mia figlia. Ma lo capisco adesso, oggi, che per caso ho trovato sul PC la cartella con scritto Varie e dentro ho ripescato queste due lettere. Ero appena entrata nell’ottica che “forse” Elisa potesse far uso di droga. Solo qualche settimana dopo la seconda lettera ho avuto la certezza che mia figlia fumava eroina.
Credo che l’iter sia lo stesso per tutti. Mentre la famiglia esplode si assiste alla metamorfosi del proprio figlio/a.
Diventano “altro”. Non sono più i nostri figli, ma corpi che si muovono solo in funzione di un’altra assunzione di eroina, o cocaina, o miscugli micidiali, a seconda di quanti soldi riescono a procurarsi e non importa come. E vederli così ti fa capire che anche tu come genitore devi cambiare! Cioè… devi imparare a comportarti diversamente, a non tollerare più, alzare un muro, fare barriere incrollabili, iniziare a combattere instancabilmente.
Il SERT è il luogo che si inizia a frequentare, dapprima con un po’ di diffidenza ma poi piano piano si capisce che ce la possiamo fare.
I gruppi di autoaiuto di Genitori Insieme sono importanti perché ci si rende conto di non essere soli e potersi sfogare o raccontare le proprie angosce ti fa riflettere.
Mio marito ed io siamo ancora una coppia un po’ terremotata ma siamo ancora insieme. Mia figlia Elena (la sorella di Elisa) frequenta l’Università, è molto determinata su ciò che vuol fare e vive molto più serena da qualche tempo.
Elisa, dopo tre mesi a Villa Rosa a Modena per disintossicarsi, il 23 luglio 2015 è entrata a San Patrignano dove è tutt’ora. Sarà un percorso lungo e sembra che Elisa stia iniziando solo ora a realizzare che sarà anche doloroso!
Non so dire se riuscirà a terminare il suo percorso.
Non posso sapere cosa succederà. Non mi pongo domande del tipo “chissà se tornerà a drogarsi”. Non voglio anticipare un futuro ignoto. Ho fiducia e soprattutto ho voglia di tornare a sorridere, tornare a vivere serenamente, ci sto provando.
Spero di essere stata d’aiuto con tutte queste parole.
Giuliana
