I Gruppi di Mutuo Aiuto

Come funzionano i nostri incontri

La forza del cerchio

I gruppi di mutuo aiuto di Genitori Insieme non sono semplici riunioni, ma spazi di ascolto protetto. Solitamente il gruppo si riunisce una volta a settimana per circa due ore. Ci si siede in cerchio, una forma che simboleggia l’uguaglianza: non ci sono vertici, ogni voce ha la stessa importanza.

La partecipazione è aperta a tutti i genitori ma anche ai caregivers (nonni, zii o chiunque si occupi dei ragazzi).

È importante sottolineare che va benissimo anche se partecipa un solo genitore: il cambiamento di uno solo può innescare una reazione positiva in tutta la famiglia.

Durante l’incontro, ognuno è libero di parlare o semplicemente di ascoltare. Non c’è obbligo di intervenire finché non ci si sente pronti. Questo rispetto dei tempi individuali è ciò che permette anche ai genitori più feriti di sentirsi finalmente a casa e di costruire la fiducia necessaria per aprirsi.

Il Facilitatore

Chi è e qual è il suo ruolo

Una figura centrale nei nostri gruppi di mutuo aiuto è il facilitatore. 

Il facilitatore non è uno psicologo né un terapeuta. È un genitore, proprio come te, che ha vissuto l’esperienza del gruppo come partecipante e ha deciso, dopo un percorso di formazione e autoformazione, di mettere il proprio tempo a disposizione degli altri.

Il suo compito non è dare consigli o soluzioni, ma “facilitare” la comunicazione all’interno del cerchio.

Si assicura che il clima rimanga accogliente e non giudicante, garantisce che tutti abbiano spazio per esprimersi e vigila sul rispetto delle regole del gruppo. Il facilitatore custodisce il metodo: la sua presenza discreta permette al gruppo di rimanere focalizzato sulla condivisione profonda, evitando che l’incontro diventi un semplice sfogo o una discussione sterile, o che alcune voci prevalgano sulle altre. 

Il facilitatore è anche la prima persona che incontrerete: è il genitore che ha la responsabilità di accogliervi e inserirvi nel gruppo.

Riservatezza e gratuità

Perché un genitore dovrebbe fidarsi? Due sono i pilastri che garantiscono la tua serenità: la gratuità assoluta (l’associazione vive di volontariato e donazioni e non è necessario associarsi per partecipare ai gruppi) e l’anonimato. Nei gruppi ci presentiamo solo con il nome di battesimo.

Tutto ciò che viene detto all’interno del gruppo, resta privato: è un principio inderogabile.

Questa riservatezza è ciò che permette di abbattere il muro della vergogna sociale, di af-fidarci agli altri genitori e di costruire la forza e le risorse che porteranno al cambiamento.

Le Sette Mosse

Quello dell’Auto Mutuo Aiuto è una maratona. A mettere ostacoli sul percorso, ci pensano loro, i nostri amatissimi figli. Per imparare a “saltare”, abbiamo sviluppato quelle che ci piace chiamare le “Sette Mosse”.

Le Sette Mosse sono una sintesi delle azioni che i genitori compiono frequentando con regolarità e costanza i gruppi di Auto Mutuo Aiuto di Genitori Insieme e innescando una nuova consapevolezza.

1

Pausa (Sosta-re! So-stare!):

Serve a fermarsi per interrompere la catena dell'impulsività e della disperazione, prendendosi del tempo per osservare meglio la situazione e valutare lucidamente le risorse a disposizione.

2

Accettazione:

Serve ad accettare se stessi e la situazione familiare senza giudizi. Riconoscere la realtà e accettare persino la propria impotenza è il passaggio paradossale che apre la strada al vero cambiamento.

3

Condivisione:

Serve a creare un meccanismo circolare in cui tutti i membri del gruppo danno e ricevono, garantendo un sostegno reciproco fondamentale per superare le fasi più difficili, attivando la cooperazione.

4

Ascolto profondo:

Serve ad ascoltare intimamente sé stessi e gli altri con continuità, riesce a trasformare il problema in una risorsa, trovando nuove risposte a vecchie domande.

5

Qui ed ora (Coraggio):

Serve a trovare il coraggio di accettare la realtà per quella che è nel presente, senza scappare. "So-stare" nel conflitto e nella verità permette di fare scelte più consapevoli e mirate.

6

Fiducia:

Serve a recuperare la speranza nelle forze positive proprie, della famiglia e della comunità. È una dimensione spirituale che permette di affidarsi a un potere più grande (come la forza del gruppo) per farsi guidare nelle difficoltà.

7

Accoglienza e passare il favore:

Serve a consolidare la propria crescita. Impegnarsi ad accogliere nuove famiglie in difficoltà aiuta a mantenere alta l'attenzione su se stessi e a continuare a imparare e maturare