Le storie tormentate

Il mio approccio al gruppo di autoaiuto di Genitori Insieme è avvenuto dopo un lungo periodo di disagio nato da un disperato bisogno di capire come affrontare una quotidianità ingestibile che inevitabilmente sfociava in episodi di rabbia e di aggressività a volte non solo verbali.
Sono stata consigliata a frequentare il gruppo da un’assistente sociale del Sert a cui sono grata e che, con il senno di poi, sono contenta di aver ascoltato.
È stato un percorso lungo, che continua tuttora, e quello che cercherò di dire in breve è quanto mi ha aiutato questa scelta.
Nel gruppo ho potuto confidare, in piena e assoluta libertà, sentimenti come la disperazione, l’angoscia e la solitudine.
Le persone che agiscono in questo contesto si trovano non solo a raccontare ma anche e soprattutto ad ascoltare storie tormentate consentendo ad ognuno di svolgere un ruolo attivo capace di sviluppare una condivisione che consenta di acquisire consapevolezza.
Questa condivisione, ben diversa da quella che si ha relazionandosi con un parente, un amico o un dottore, mi ha restituito una solidarietà, che scaturisce da una profonda comprensione del dolore, che mi ha tolto dall’isolamento e mi ha fornito la possibilità di intuire possibili soluzioni e strategie che di volta in volta mi hanno aiutato, e continuano ad aiutarmi, ad affrontare la vita con mio figlio.